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Impianti Trattamento Aria

Gli impianti di trattamento aria sono studiati per limitare l’impatto di materie di scarto immesse nell’atmosfera come polveri sottili, solventi, fumi acidi etc. che provengono dai sistemi di aspirazione degli ambienti di lavoro più diversi. Sulla base delle analisi effettuate, portate misurate, o stime rappresentative come tali, e concentrazioni autorizzate in termini di flusso di massa, si dimensionano le sezioni che compongono l’impianto.

L’impianto di abbattimento può essere in genere scomposto in uno scrubber per il lavaggio ad umido in eiettore venturi jet ad alta energia e/o controcorrente del flusso d’aria, con regolazione di potenziali Ph e Redox o altro secondo caso, e da un trattamento su assorbitore a carboni attivi; in caso di flussi polverosi o contenente sostanze idrosolubili viene istallato il primo apparecchio, nel caso di presenza di SOV e sostanze non organiche non miscibili il secondo garantisce la maggior resa effettiva di rimozione.
Nei casi in cui si ha necessità di rimuovere entrambi le sorgenti inquinanti si predispongono in serie i due impianti.
In alcune applicazioni specifiche, soprattutto odorigene di natura puramente organica, il sistema può essere sostituito con sistemi a biofiltrazione, di certo più economici nella gestione operativa quanto ingombranti nelle strutture per via dei tempi minimi di contatto con i substrati interni maggiori. Lo studio preliminare di ogni problematica permette la scelta ottimale della giusta tecnologia di abbattimento nel rispetto dei limiti di economicità sui costi di gestione.
La lunga esperienza maturata nel corso degli anni ci permette di conoscere già gli stadi critici dei processi di molte attività facilitando la soluzione del problema con notevole risparmio di tempo e costi.

Scrubber di lavaggio ad umido

Lo scrubber o torre di lavaggio consente di abbattere la concentrazione di polveri o microinquinanti acidi o basici, viene comunemente applicato per la depurazione di gas di processo per l’eliminazione della CO2 o per fluidi di fumi provenienti da forni. Viene generalmente applicato nelle industrie galvaniche per la neutralizzazione delle correnti gassose aspirate nei reparti produttivi, nelle verniciature industriali medio grandi per il trattamento degli aeriformi provenienti dalle cabine di verniciatura e dai forni di cottura, all’interno delle piattaforme ecologiche di triturazione e riduzione di volume dei rifiuti industriali per garantire la salubrità interna degli ambienti di lavoro e il rispetto dell’ambiente dove tali correnti sono ricondotte.
I sistemi di lavaggio degli stream gassosi può avvenire con sistema in controcorrente (tipo a scambio su anelli rasching con lavaggio forzato) o direttamente in eiettore venturi Jet ad alta energia (per evitare fenomeni di impaccamento dei corpi di riempimento, nelle applicazioni più estreme); la soluzione di lavaggio viene in genere ricircolata e, in minima parte, ripristinata con cicli predisposti di sfangamento e refresh, tutto per garantire il minimo impatto ambientale dell’istallazione. Questo può anche divenire minimo con l’inserimento di sistemi integrati per il trattamento specifici delle acque di lavaggio, per un recupero pressoché totale, con istallazione ad impatto zero.
Il flusso di aeriforme nel trasferimento delle sostanze pulverulente e solubili nella soluzione di lavaggio si carica di umidità che deve essere fermata da uno stadio di snebbiamento (pacco deminster); soprattutto se a valle dello scrubber dovrà essere istallato un sistema di assorbimento su carboni attivi per le sostanze insolubili il dimensionamento del pacco di snebbiamento dovrà essere fatto con cura, a garanzia di efficienza e rendimento dello scambio sui carboni attivi estrusi.
I limiti operativi e applicativi, così come sono riportati nella norma di riferimento UNI 10996-1, mostrano grande versatilità ed efficienza di tale sistema di abbattimento, che trova pertanto posto in tutte le applicazioni e di ogni taglia.

Impianto assorbimento su carboni attivi estrusi

La filtrazione su carboni attivi, grazie alla porosità del carbone, ha una elevata capacità di trattenere le sostanze organiche e controllare così gli odori; la sua abituale applicazione si rivolge a processi di industrie chimiche e manifatturiere con emissione di solventi o con ossidazione di sostanze organiche, oltre al controllo degli odori per le diverse attività industriali. Viene generalmente applicato nelle verniciature industriali di piccola taglia come stadio unico per il trattamento degli aeriformi provenienti dalle cabine di verniciatura, all’interno delle piattaforme ecologiche di triturazione e riduzione di volume dei rifiuti industriali contenenti solventi, in tutte i casi in cui si debbano trattare piccole portate che abbiano problematiche di emissioni al camino.
Per valutare l’efficienza dello strato dovranno essere predisposte analisi di verifica al camino che, integrate con una valutazione teorica dei rendimenti di assorbimento ed affiancate alle procedure riportate nel manuale di autocontrollo fornito con l’impianto, determineranno l’intervallo di sostituzione del letto. Il carbone è in grado di trattenere circa il 30% del suo peso in termini di inquinanti assorbiti e pertanto la programmazione degli interventi risulta di facile interpretazione.

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